ATELIER DI SCRITTURA ESPRESSIVA
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La scrittura viene dal nostro corpo è azione prima di pensiero: una salutare ginnastica dell'essere.

Giovedì 09/11 - 16/11 - 23/11 - 30/11 ore 20.00 - 22.00
Insegnante Luana Ronchetti
 
 Negli atelier di scrittura espressiva l'interesse centrale è (ri)stabilire sintonia tra il soggetto e la scrittura.
Il presupposto su cui si basano è che la scrittura è un modo di esprimersi proprio di ogni persona e in quanto tale piacevole. A volte il percorso scolastico separa lo scrivere dal piacere; negli atelier  la persona entra in contatto con diverse forme di scrittura attraverso esercizi e giochi con le parole, una vera e propria ginnastica, alla ricerca della forma di scrittura più soddisfacente per ognuno.
La scrittura liberata dai vincoli grammaticali, ritorna strumento espressivo, diventa scrittura emozionale, consente la manifestazione dell’io di chi scrive e viene avvertita da chi la pratica come attività liberatoria e piacevole.  
La scrittura emozionale è soprattutto scrittura vivente, con la quale amplificare il battito del proprio cuore o creare una eco al ritmo del proprio respiro. Grazie ad essa è la persona nella sua interezza che si mostra. Ciò che essa produce è una salutare ginnastica dell’essere nelle sue molteplici sfaccettature. Per tutti la strada è semplice, necessita di poche indicazioni e di poco bagaglio. L’occorrente è un gruppo di persone che abbia voglia di ascoltare, leggere e scrivere, una persona che conduce, un tavolo su cui scrivere, carta e penna, alcuni libri ben scelti.

 “La scrittura è un muscolo. La narrazione è un muscolo. Anzitutto la scrittura viene dal nostro corpo, non solo dalla nostra testa. Scrivere è un’attività, un’azione prima di un pensiero o di una teoria. Come tutti i muscoli quando non lo si usa tende ad atrofizzarsi, per raccontare storie bisogna tenersi in allenamento. Fare esercizi di storie, una piccola palestra per mantenere il giusto tono muscolare. Non si inizia a correre di scatto, non si entra in campo partendo come un razzo altrimenti i muscoli protestano, si bloccano poco dopo o si contraggono in dolorosi crampi. C’è una fase preliminare detta di riscaldamento nella quale si vedono i muscoli scrittori e narratori prendere forma e tono. Neanche con le storie si parte a freddo, ma piano piano riscaldando…  “

Beniamino Sidoti, (Giochi con le storie, La Meridiana, 2001)